Il Parto Naturale

 

Facciamo un passo indietro e affrontiamo ora il parto naturale.

Come per il cesareo, effettuiamo lastra e monitoriamo la temperatura. Ora sappiamo quanti cuccioli ci dobbiamo aspettare e quale è la loro posizione.

La nostra futura mamma comincerà a dare segni di agitazione, a cercare un posto dove partorire, a scavare ed ansimare. Sarà bene averle approntato il posto per il parto già da qualche giorno ed averla abituata a starci. Dovrà essere un posto chiuso, dove si senta protetta e dove altri animali non possano raggiungerla, possibilmente in una stanza tutta per lei. Nello stesso posto avremo organizzato un posto comodo per noi: un parto può durare anche 12 ore.

Quando la nostra futura mamma avrà cominciato ad agitarsi, a scavare ed ansimare, sarà tempo di allertare il veterinario, che dovrà rendersi disponibile per un eventuale cesareo.

Durante il parto può essere utile somministrare alla mamma un complesso energetico a base di zuccheri, che l’aiuterà ad affrontare il travaglio.

Le prime contrazioni possono manifestarsi contestualmente ai primi segni di agitazione o molte ore dopo: i tempi variano di molto da cane a cane. Noteremo che le contrazioni diventeranno via via sempre più frequenti e potranno fuoriuscire dalla vagina delle bolle di liquido chiaro o rosato. La cosa non deve preoccuparci particolarmente: 1′ importante è che non ci sia liquido verde all’interno, che sarebbe il segnale di una sofferenza placentare. Se poi il liquido diventa verde-nero, allora molto probabilmente la placenta si è staccata e abbiamo perso un cucciolo. Se passano 4-5 ore e, nonostante le contrazioni siano forti e ravvicinate, non esce alcun cucciolo, allora sarà il caso di pensare al cesareo. Se invece finalmente vediamo la parte tra ano e vagina gonfiarsi, presto avremo il nostro cucciolo.

Se tutto va bene, il cucciolo verrà espulso dalla madre con relativa facilità. A questo punto non è il caso di lasciare alla madre il compito di pulirlo: sarà meglio rompere personalmente il sacchetto amniotico e mettere subito il cucciolo a testa in giù in modo che possa iniziare a respirare senza inspirare liquidi. Una volta liberata la testa e la bocca, provvederemo a legare il cordone ombelicale a 7-8 mm dall’attaccatura. Un buon sistema è quello di utilizzare del filo interdentale, che è sterile. Mai tagliare un cordone con le forbici, senza averlo prima legato: ciò causerebbe emorragie anche sostanziose. Una volta che il cucciolo è stato liberato da tutti gli involucri fetali e ha il cordone ben legato, bisognerà asciugarlo e massaggiarlo. Anche se sembra crudele, una volta che ci siamo assicurati che il cucciolo respira bene ed-è asciutto, sarà meglio metterlo in una cuccia sopra un termoforo ben caldo con sopra un asciugamano: il calore lo aiuterà ad asciugarsi e ad asciugare anche i liquidi eventualmente presenti nelle vie aeree. E molto importante riscaldare immediatamente i cuccioli appena natii in quanto non sono capaci di termoregolazione.

Se la partoriente non avrà il cucciolo di cui occuparsi, rimarrà più concentrata sul parto; così, via via che gli altri nasceranno, le toglieremo tutti i cuccioli e glieli ridaremo solo alla fine del parto.

Può capitare – eventualità piuttosto frequente – che durante il parto un cuccciolo rimanga incastrato. Se ciò avviene, bisogna intervenire tempestivamente: un cucciolo incastrato, soprattutto se podalico, sopravvive pochi minuti. Non bisogna mai tirare il cucciolo per le ossa, che si potrebbero rompere. Il modo più sicuro è invece quello di tirarlo per la pelle. Afferreremo quindi la pelle in due punti, in modo da non sovraccaricare un unico punto con la trazione. Dovremo tirare delicatamente e in modo deciso, non con una trazione forte e continua, ma con tante piccole e decise trazioni. Aiutiamoci con un panno o con della carta assorbente: il cucciolo bagnato è decisamente scivoloso. È bene sapere che, anche in mani esperte, molti di questi cuccioli rimasti incastrati non sopravvivono. La perdita di qualche cucciolo è un’eventualità che bisogna sempre tenere in considerazione quando si allevano chihuahua.

Facciamo attenzione che con ogni cucciolo sia uscita anche la sua placenta. Placente ritenute in utero possono creare gravi problemi di infezioni.

Non appena l’ultimo cucciolo sarà uscito, provvediamo a ripulire la mamma con un panno inumidito di acqua e acqua ossigenata e a ripulire la cuccia dai residui del parto. A questo punto possiamo finalmente dare i cuccioli alla mamma, tranne l’ultimo nato, che sarà bene lasciare a scaldarsi ancora un po’.

Come per la femmina che ha avuto il cesareo, dovremo monitorare attentamente la nostra mamma per le prime ore, soprattutto se è una primipara. Dovremo controllare che tutti i cuccioli siano vitali e si attacchino alle mammelle. Come per i cuccioli nati con il cesareo, li terremo caldi e controlleremo il loro peso quotidianamente, almeno fino alla quinta settimana.

Sarà bene controllare anche la temperatura della mamma per i primi giorni: un eventuale rialzo termico sopra i 39° deve metterci in allarme, perché potrebbe essere il segnale che c’è un’infezione in atto; in tal caso occorrerà rivolgersi immediatamente al veterinario.

Per motivi pratici abbiamo accennato solo ad alcune delle innumerevoli complicazioni che si potranno presentare. Teniamo ben presente che la mortalità per problemi riconducibili al parto e alla gravidanza in questa razza è maggiore che in ogni altra. Quindi pensiamoci bene prima di esporre la nostra piccola amica, quella che ci segue dappertutto, che dorme con noi, che ci ama incondizionatamente, al rischio di una gravidanza. Se decidiamo di farlo, è bene essere coscienti che esiste la possibilità che la possiamo perdere.

 

 

Fonte: Il Chihuahua di Francesco Cochetti, Editoriale Olimpia